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2007
Vedi anche: |
settembre 2007 Destinazione Lugano In Novembre il “Città di
Thiene” a cura di ElleEffe Finite le ferie, l’Associazione Corale “Città di Thiene” riprende l’attività
a pieno ritmo, con la preparazione agli imminenti impegni artistici e le
porte sempre aperte per accogliere nuovi cantori... Nel
prossimo autunno il Coro “Città di Thiene” sarà impegnato in una strepitosa
tournée nella Svizzera Italiana, a Lugano. Due
gli appuntamenti prestigiosi: il 24 novembre, dove la formazione thienese
sarà ospite della più importante rassegna corale del Canton Ticino, e il
successivo 25, dove il nostro coro si esibirà per il Consolato Italiano in
Svizzera. Il
Nostro Concerto Corale: così si chiama il festival che vedrà i cantori del
“Città di Thiene” esibirsi presso il Palazzo dei Congressi di Lugano (1500
posti). Il festival è annualmente - questa è la 35sima edizione - organizzato dal locale coro de “I Cantori
delle Cime”, diretti dal maestro Gabriele Brazzola. Non
è una normale rassegna corale. Il pubblico si è ormai negli anni abituato
allo "spettacolo" e cioè ad un misto di canti, parole e teatralità,
il tutto inquadrato da una scenografia a tema e ad un'attenta regìa (scenica,
di luci e suoni). “Proprio per questo motivo - dichiara il segretario
dei Cantori delle Cime, Ennio Balmelli, raggiunto telefonicamente dal nostro
inviato - abbiamo invitato il Coro
Città di Thiene che, oltre ad un'ottima qualità canora, sa offrire al
pubblico molto di più delle altre formazioni canore tradizionali. Il nostro coro - si tratta di un coro maschile - è fresco reduce da
una tournée in Argentina che ha avuto un successo straordinario: in dieci
giorni abbiamo vissuto un sogno che è stato coronato da un'accoglienza
calorosissima. Abbiamo allora pensato di trasmettere al nostro pubblico qualcuna
delle sensazioni ed emozioni da noi vissute in quel viaggio.” Ecco
perché questa edizione del Nostro Concerto Corale sarà dedicata al tema del “Viaggio”:
per l’occasione su questo tema il Direttore Artistico Lorenzo Fattambrini ha
già sviluppato un percorso musicale immaginando un ipotetico cantore che
girando qua e là per il mondo, accompagnato dal proprio repertorio
tradizionale, si impossessi anche di alcuni "souvenir" musicali
appartenenti ai luoghi visitati. Così
il titolo della proposta thienese è: "MUSICA DA VIAGGIO e SOUVENIR
MUSICALI", e spazierà dal popolareggiante vicentino “No sta piandar
Catineta”, visitando repertori tedeschi, ebraici ed africani, per
concludere con un’inconsueta versione corale di “Little Darling”,
famosissimo brano degli anni ‘60 portato al successo dal gruppo americano “The
Diamonds”. Inoltre la Commissione Artistica del Festival, accogliendo una
proposta della nostra Associazione, farà concludere l’edizione 2007 a cori
riuniti con l’esecuzione del brano “Beautiful that way - La vita è bella”
nell’originale arrangiamento del nostro Direttore Artistico Fattambrini. Una
ulteriore prestigio per lui e per il Coro “Città di Thiene”, reso possibile
grazie alla rinnovata collaborazione anche in questa occasione della voce di
Jose Borgo e di tre eccezionali strumentisti: Daria Bolcati (Arpa Celtica),
Nicola Marsilio (Cornamuse e fiati etnici) e Luca Nardon (Percussioni) Ma
le sorprese non finiscono: il giorno successivo infatti, ospiti del Consolato
Italiano, i cantori di Thiene offriranno un concerto assai raffinato e
coinvolgente, con repertorio classico ma non solo, proponendo il meglio del
proprio repertorio corale. “Siamo
sicuri che il Coro, grazie all’originalità che gli è propria - dichiara
soddisfatto il Presidente Maurizio Fontana - saprà ancora una volta far
parlare di sè in modo lusinghiero permettendo agli elvetici ascoltatori di
conoscere Thiene come città capace di proposte artistiche di ottimo livello”. |
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“I cantori delle Cime” di
Lugano (CH), diretti da G.Brazzola |
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DIARIO MINIMO Intervistiamo in questo
numero la corista Pinarosa Finozzi, in una appassionata chiacchierata sul Coro
e sul Direttore Artistico, Lorenzo Fattambrini. Da quanto tempo canta nel
Coro? Ho cominciato nel 1979, quando
l’allora direttore Imer Barbieri, che era anche fondatore del Coro “Città di
Thiene”, decise di far partire anche una sezione femminile. Fu l’inizio di
un’avventura artistica ed umana esaltante. Ha sempre continuato a
cantare? Purtroppo no: per un periodo
dovetti lasciare il coro, ed ho ripreso finalmente a partecipare alle
attività del “Città di Thiene” solo di recente. Come ha trovato il coro
al suo rientro? Decisamente cambiato dal punto
di vista dei repertori. Ma non nello spirito che, grazie alle proposte
artistiche dei direttori che si sono susseguiti dopo l’indimenticato Imer, è
rimasto costantemente fedele al motto iniziale: originalità! Pur non potendo partecipare
all’attività corale seguivo il “Città di Thiene” nei suoi concerti, notando
che recentemente i cantori mostravano una vocalità via via sempre più
raffinata, repertori sempre più interessanti aggiungendo a questi anche un
tocco sofisticato di coreografia. Lo ammetto: mi incuriosiva molto il metodo
di lavoro dell’ultimo direttore, il Maestro Lorenzo Fattambrini, personaggio
carismatico e ottimo arrangiatore... Come l’ha conosciuto? Sono trascorsi più di dieci anni
da quando sentii parlare di Lorenzo Fattambrini per la prima volta. Veniva
descritto come una persona dotata ed
eclettica musicalmente, all'epoca parte integrante del quartetto vocale
"Blue Bop", specializzato in musiche swing degli anni '30-'60. Un
vero show-man. Incontrai il Maestro Lorenzo nel 2000 ed il suo modo di
insegnare la vocalità mi incoraggiò molto, infondendomi una fiducia
nell'esprimere la voce tale da rimanere io stessa incredula e stupefatta dei
risultati ottenuti nel breve tempo. Le capacità artistiche, culturali,
emotive, il talento ed il carisma del Maestro Lorenzo, mi hanno dato la
possibilità di rivivere con il canto forti emozioni. Come si svolge una prova? Normalmente la prima parte è
dedicata alla tecnica del canto, poi si passa alla concertazione. Frequento
con piacere le prove/lezioni. Non esiste monotonia, perché il percorso varia
e spazia dalla tenuta del fiato, al suono, alla lettura delle note sul
pentagramma, alle armonie utilizzate per gli accompagnamenti dei vocalizzi… A proposito: subito questi
vocalizzi accompagnati dal Maestro in modo jazzistico mi disorientavano un
po', abituata com’ero al puro canto polifonico; ma col passare del tempo ho
compreso che quel suo modo di suonare poteva arricchire anche le mie capacità
di ascolto e di canto. Leggendo nella stampa,
locale e nazionale, si può constatare come il Coro “Città di Thiene” stia
ottenendo sempre più brillanti risultati... Questo è possibile grazie alla
convinzione del Maestro che un coro cresca solo se non è una struttura chiusa
in se stessa. In quest'ultimo anno di attività abbiamo potuto lavorare con la
collaborazione di artisti di altissimo livello. Non posso non citare l'evento
mozartiano del 2006, la Missa Brevis KV 192, che ci ha visti coinvolti in uno
straordinario allestimento accanto all'Orchestra da Camera dell'Istituto
Musicale Veneto, quattro solisti d'eccezionale bravura (Jose Borgo, Ornella
Silvestri, Mauro Lain e il giovane baritono thienese Alberto Spadarotto)
sotto la conduzione direttoriale del Maestro Giampaolo Bisanti, acclamato e
brillante direttore d'orchestra milanese impegnato abitualmente in concerti
internazionali. Il ricordo di quell’esibizione è ancora molto forte in chi vi
ha partecipato, coristi o pubblico. E
poi i programmi “a tema”, l’innovativa concezione del concerto spirituale... Non sono
mancate conferme anche da parte di musicisti illustri che hanno in più
occasioni ascoltato il Coro. Tra i quali ricordo il Maestro Stojan Kuret, uno
dei direttori più apprezzati in ambito internazionale, che ha commentato:
"Il "Città di Thiene", pur essendo un coro di tipo
amatoriale, riesce a comunicare e a trasmettere sensazioni profonde a chi lo
ascolti. Il merito va soprattutto al loro direttore il quale, attraverso un
personale talento, riesce ad ottenere il meglio da questa formazione…" |
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Agosto 2007 Dal respiro il suono... di
ElleEffe Estate. Tempo di ferie.
Anche il Coro "Città di Thiene" sospende per il mese di agosto
l'attività, dopo una prima parte del 2007 all'insegna di grandi soddisfazioni
umane ed artistiche. Il Coro, grazie anche all'operosità del Consiglio
Direttivo condotto dal Presidente Maurizio Fontana, sta crescendo in presenza
e qualità, mantenendo costante la ricerca di originali forme di proposta
musicale sotto l'attenta Direzione Artistica del M° Lorenzo Fattambrini. L'attività artistica prima
delle meritate vacanze si è chiusa anche quest'anno con un'innovativa
proposta musicale di carattere sacro, ideata dal Direttore Artistico e
collaudata il 24 luglio presso la Chiesa della Madonna dell'Olmo di Thiene
dove il Coro ha proposto il nuovo progetto "RUHAT:
il soffio di Dio" nel corso di un concerto spirituale
inserito all'interno delle manifestazioni dedicate alla festa patronale di
S.Anna. Partendo dal termine ebraico
RUHAT - in greco "pneuma" e in latino "spiritus",
termini che indicano respiro, vento, soffio, alito - il programma si è
sviluppato affrontando repertori diversi che avessero come tratto comune i
suoni prodotti dall'aria (la voce, le fisarmoniche) in un abbinamento inedito
ed originale, accostando brani di nuova composizione a riletture e
trascrizioni di raffinato contenuto artistico, culturale e spirituale. Già l'esordio, con il brano Veni
Creator Spiritus, suggestivo canto monodico attribuito a Rabano Mauro
(sec IX) tra le composizioni più conosciute di tutto il repertorio gregoriano
e certamente una delle più belle e popolari, ha subito reso evidente come
l'idea della ruhat sia fortemente legata alla dimensione più sacra
dell'essere umano. Respirare. Per il
credente diviene anche un atto di sacralità e comunione con Dio: l'immissione
di ossigeno nel corpo attraverso l'inspirazione si fa metafora nel dono dello
Spirito vivificante, dell'Amore; nell'espirazione, liberandosi dell'anidride
carbonica, l'uomo si libera anche delle negatività. Un flusso che si
abbandona in Dio, purificandosi e filtrandosi. è questa
la ruhat, energia che partendo da Dio raggiunge persone e cose.
L'aria: lo Spirito, soffio vivificante del creato. Il canto: respirazione che
attraverso la voce si fa melodia, musica. Infine la fisarmonica: strumento
che trasforma l'aria nella sacralità del suono. Energia che si è potuta
percepire anche nei respiri stessi dei cantori del Coro "Città di Thiene" mentre il canto si
faceva via via più coinvolgente diffondendosi negli spazi del luogo sacro. E
così ogni brano trovava collegamenti imprevisti con l'emissione del fiato e
il colore del suono, dal tradizionale ebraico Hashivenu - fino allo
spiritual Nobody Knows, passando per il tormento escatologico del Libera
me di L.Bardos. Poi, nell'Ave Maria di Z.Kodaly il soffio del
tempo è sembrato interrompersi - tempo senza tempo - per riprendere il suo
scorrere nell'Ave Verum Corpus di Camille S.Saens. A chiudere il primo
momento musicale il coloristico brano di L.Fattambrini Spes Omnium Finium
Terrae (SOFT): la voce solista di Jose
Borgo, il Duo DissonAnce
e il Coro "Città di
Thiene" ben hanno interpretato l'immagine della Speranza che
si espande oltre i confini. Già, lo Spirito soffia dove
vuole... La seconda parte del concerto,
basata essenzialmente su riletture mozartiane, metteva in evidenza un
esclusivo e sofisticato adattamento per soli, coro e due fisarmoniche - ad
opera del M° Fattambrini - della "Missa Brevis" kv192 di
W.A.Mozart oltre all'Adagio kv580a, piccola e rara perla del genio
salisburghese, anche questo trascritto dall'originale brano per corno
inglese. L'esecuzione raffinata e suggestiva faceva risaltare l'estrema
adattabilità del Coro alle situazioni più inusuali permettendo al contempo di
confermare la felice ed innovativa collaborazione con il Duo DissonAnce, formato da
Gilberto Meneghin e Roberto Caberlotto, ottimi fisarmonicisti che ben si sono
amalgamati al Coro e al contesto squisitamente sacro: grazie a concerti come
quello proposto a Thiene la fisarmonica può svelare una natura fonica che
elegantemente si presta ad ambiti colti, meritandosi la dignità di strumento
"serio", qual essa è veramente. Da segnalare in questo senso anche
i brani solo strumentali, dal Ricercare tratto dall'Offerta Musicale
di J.S.Bach al contemporaneo Pappomnéme di L.Fattambrini, oltre al già
citato Adagio mozartiano. Con il Duo DissonAnce hanno preso parte
al concerto del 24 luglio gli apprezzatissimi solisti Jose Borgo (soprano), Ornella Silvestri (contralto), Mauro Lain (tenore) e Alberto Spadarotto (basso): grandi
consensi ed applausi per tutti. A concludere, dopo l'immancabile Ave Verum
Corpus di Mozart, una straordinaria Milonga del Angel di
Piazzolla, proposta dal Duo
DissonAnce e un piacevole "tutti" finale con Beautiful
that way (La vita è bella) di N.Piovani. Ad altiora.
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DIARIO MINIMO Intervistiamo in questo
numero due nuove voci che recentemente hanno effettuato il loro debutto negli
ultimi concerti. Si tratta di Daniela Mauri ed Erika Merolla. Intanto benvenute! Come è
nato il desiderio di entrare nel Coro "Città di Thiene"? Daniela: Se per
me qualche mese fa l'idea di entrare a far parte di un coro era solo un
grande desiderio ora è una piacevole realtà. La cosa molto singolare è che ho
conosciuto il maestro Fattambrini per una serie di casualità e ho sentito
subito forte dentro di me l'impulso di assistere ad una prova del Coro
"Città di Thiene", senza mai averne sentito un'esibizione,
praticamente a "scatola chiusa". Erika: Fin da
bambina tra le poltroncine della platea guardando mia mamma cantare sognavo
di poter un giorno far parte di quel coro insieme a lei. Mi sbellicavo dalle
risate quando cantavano "Però mi vuole bene" e adesso con tutta la
felicità possibile posso con grinta esclamare che quel giorno tanto
desiderato è finalmente arrivato! Come è stato il vostro
approccio iniziale con il Coro? Erika: Mi sono
trovata benissimo: la cordialità e la disponibilità dei cantori sono
eccezionali! Trovo che il coro sia come l'ho sempre immaginato da piccola
dalla platea, e ora che ne faccio parte per me è come aver raggiunto un
grande traguardo. Fare parte di un Coro così conosciuto per l'alto livello di
preparazione come il "Città di Thiene", è sia un onore che un
desiderio concretizzato. Daniela: Da
subito mi sono sentita a mio agio, circondata da persone che, come me, vivono
questa esperienza come una sfida costante con se stessi. Ho trovato
disponibilità, entusiasmo e pazienza che, unite all'impegno, mi hanno
permesso in poco tempo di prepararmi per il primo concerto in occasione del
10° Festival Corale Internazionale in Val Pusteria. Come è stato il vostro
"battesimo" corale? Erika:
L'adrenalina sale, l'emozione cresce infinitamente, la paura e il desiderio
di cantare per la prima volta su un palcoscenico, anche se all'interno di un
coro, si fanno sentire dentro di me... ecco... ci siamo... impossibile
riuscire a frenare le pulsazioni prodotte dal mio cuore! Prima un passo, poi
un altro... nsono sul palcoscenico, con i riflettori (a me sembrano mille!)
puntati contro e gli occhi e i sorrisi del pubblico che ti incoraggiano... un
desiderio incontenibile di cantare... Guardo il maestro che fa di tutto per
sostenere noi coristi a dare il massimo e - incredibile - la quiete
improvvisamente prende spazio dentro di me... Non pensavo che far parte di un
coro così spettacolare - reso tanto unico e divertente da una persona
eccezionale come il maestro Lorenzo Fattambrini, sempre pronto di volta in
volta ad insegnarci qualcosa di nuovo - mi facesse acquisire in maniera così
perspicua la felicità!!! Daniela: Premetto
che certe emozioni non si possono descrivere con le parole ma vanno vissute.
Però sono certa che lavorare duramente per un obiettivo comune, a volte anche
molto alto, ti riempia il cuore di tanta energia positiva che non può passare
inosservata. La soddisfazione dell'aver suscitato nel pubblico anche solo una
piccola emozione è qualcosa di sublime, che ti fa apprezzare e vivere
serenamente e con molto entusiasmo anche le notevoli difficoltà e, a volte,
anche le piccole delusioni della preparazione. Cosa significa per voi
cantare in coro? Daniela: È
un'opportunità per migliorarsi e per migliorare con il gruppo, un'occasione
per partecipare ad un momento di svago, di divertimento, di aggregazione e di
condivisione attraverso la grande passione comune per la musica. Erika: Il canto
deve essere scoperto, accarezzato, vissuto... Penso che esternare le proprie
emozioni per un sogno che sempre si è portati dentro sia ben difficile e mai
basteranno le parole per comunicare agli altri quanto è forte l'intuizione
che dà energia al desiderio di cantare... Con la musica, col canto porto
fuori le mie emozioni, i miei sentimenti... e spero che tutto questo possa
essere condiviso soprattutto con chi mi ode cantare... perché non esiste modo
più bello per far conoscere alle persone che ti circondano la purezza
dell'animo e l'amore per la vita che si ha quando si canta! Come vedete il vostro
futuro corale? Daniela: I
coristi con più anni di esperienza alle spalle mi raccontavano che, una volta
affrontato il primo concerto, scatta dentro di te un qualcosa di magico del
quale non puoi più fare a meno. Io ho avuto la fortuna di sentire questo
incantesimo e spero di poter continuare a vivere questa esperienza con lo
stesso entusiasmo della prima volta. Erika: Darò
tutta me stessa, fino all'anima, per riuscire in ogni occasione a risvegliare
emozioni in chi ci ascolta, fosse anche una sola persona, mettendo in pratica
gli insegnamenti del maestro.... Alla mia giovane età sto scoprendo che la
vita è resa meravigliosa dal canto: farò di tutto per comunicare questa gioia
anche agli altri! Sono orgogliosa di poter cantare con il "Città di
Thiene". Da ciascuno dei cantori scopro ad ogni occasione la ricchezza e
la felicità di cantare!! E, in fondo, non è una novità: questo é il CORO
CITTÀ DI THIENE! |
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Luglio 2007 Su nel
paradiso... In diretta dal 10° Festival Corale della Val
Pusteria Riportiamo in questo numero alcune impressioni
di ritorno dal 10° Festival Corale Internazionale della Val Pusteria. “Sotto uno splendido sole ed
un'aria cristallina, nella mattinata di Domenica 24 Giugno 2007, si è
concluso a Sesto presso la Haus Sexten il 10° FESTIVAL INTERNAZIONALE DI
CANTO CORALE "ALTA PUSTERIA" ideato curato ed organizzato dal
Direttore Artistico M° Stefano Gentili. Ben 99 i Cori partecipanti, fra i quali anche
L'ASSOCIAZIONE CORALE CITTÀ DI THIENE, su oltre 200 richieste pervenute agli
organizzatori: hanno concluso in bellezza la quattro giorni corale ricevendo
fra grida ed ovazioni l'attestato di partecipazione, mentre alcune
eccezionali performance fornite da alcuni dei migliori Cori partecipanti al
Festival (fra i quali ad esempio il CORO DELL'UNIVERSITÀ DI STATO RUSSA, il
CORO KANTILENA da Brno-Repubblica Ceca, il CORO GAUDEAMUS da Riga-Lettonia ed
il CORO CONFENALCO SANTANDER dalla Colombia) allietavano i presenti. Il concerto di apertura del Festival si è svolto
nella serata di mercoledì 20 Giugno e da quel momento è stato un susseguirsi
continuo di concerti, rassegne e giornate incontro nelle bellissime Chiese, Sale
da concerto e meravigliose località
di questa meravigliosa vallata. Il CORO "CITTÀ DI THIENE" ha
partecipato a questa manifestazione con un applaudito concerto sacro tenuto
nella bella chiesa barocca di S.Stefano a Villabassa nella serata di Venerdì 22
Giugno, preceduto dalle splendide esibizioni del già citato CORO CONFENALCO
SANTANDER e dal CORO GYBON della Repubblica Ceca. Sabato sera il "CITTÀ DI THIENE" ha
partecipato assieme ad altri 12 Cori alla Serata Incontro tenutasi nella
prestigiosa SALA MAHLER di Dobbiaco. Una sala da concerto oltre che bella,
dotata di una acustica eccezionale. L'esibizione del Coro thienese,
magistralmente condotto dal Direttore Artistico Lorenzo Fattambrini, ha
riscosso un notevole apprezzamento che ha ampiamente ripagato direttore e
cantori delle mancate esibizioni del pomeriggio causate dal cattivo tempo.
Cattivo tempo, o sarebbe meglio dire grandinata, che non ha però impedito a
tutti i Cori di prendere parte alla sfilata per le vie di San Candido e
soprattutto di resistere stoicamente alle intemperie pur di partecipare ai 3
brani d'assieme previsti per la tradizionale conclusione della sfilata presso
la Plefgplatz: "Va Pensiero" di Verdi, "Ave Verum" di
Mozart e per finire "Signore delle Cime" di Bepi De Marzi che a sorpresa
è stato diretto proprio dal nostro Maestro Lorenzo Fattambrini. Un degno
riconoscimento al nostro Direttore Artistico che tanto si adopera per la
divulgazione della buona musica. Che gran soddisfazione deve essere stata per
lui dirigere un coro formato da circa 3.900 cantori. Questa decima edizione del FESTIVAL è stata
elevata dal punto di vista artistico e non solo. Dopo aver vissuto tale
evento, se mi chiedete se esiste il PARADISO, vi rispondo che una piccola
porzione l'ho trovata fra "LE CIME" della Val Pusteria ascoltando
questi 99 meravigliosi cori.” Flavio "Ho
assaporato con tanta paura la tensione prima dell'esibizione di venerdì sera
nella Chiesa di Santo Stefano, ma ho anche gustato il divertimento di sabato
in sala Mahler quando mi sono resa conto che eravamo entrati in sintonia con
il pubblico. Si è creata un'atmosfera così coinvolgente che avrei voluto non
finisse mai e vorrei si ripetesse al più presto. Questo è il bello della
musica: si può arrivare a sfiorare i sentimenti più profondi." Daniela "Incredibile, ma vero! Dalla lontana e sconosciuta (musicalmente)
Corea, ecco apparire un insieme variopinto di colori, vestiti, cappelli
grandi simili a pagode. E' una visione
mozzafiato, inaspettata, sconvolgente.
Sono figure piccole, eleganti, aeree, che ballano, roteano in un
volteggiare tanto leggero quanto unico, ammiccano. Un fragoroso applauso vien dalla platea prima e
dopo l'elegante, disinvolta esibizione . Spontaneo !
Meritato ! La musica fa di
questi miracoli! La condivisione tra
popoli è diventata fatto concreto presentandosi sotto l'aspetto
musicale. Tutto ciò è entusiasmante,
vivo e bello. Ci si sente
rappacificati, si torna a sperare in un mondo migliore. Credo che queste impressioni/sensazioni
siano state colte dai presenti nella bella ed elegante Sala MAHLER." Guido "Un mondo di colori diversi, suoni diversi,
occhi a mandorla, pelle scura, visi nordici…un mix di culture
eccezionale….Dalla Colombia alla Corea, dalla Repubblica Ceca alla Lettonia,
99 cori da tutto il mondo si sono dati un appuntamento incredibile, in un
piccolo paese dell'alta Val Pusteria. Ci vuole del coraggio ad organizzare una
manifestazione di questa portata, questo mi sono detta quando ho visto quel
mare colorato riversarsi nel piazzale della seggiovia a Sesto. Probabilmente
tanto coraggio ma anche tanto amore per la musica in tutte le sue forme.
Quella del canto corale è sicuramente la meno appariscente e pubblicizzata
(quando mai vediamo in tv riportare servizi su questo tipo di manifestazioni?),
ma dopo aver vissuto questi tre giorni vedendo tante realtà, ho percepito che
il canto corale porta con sé più di ogni altra forma musicale le tradizioni
dei popoli, come un tramandare
cantato della propria civiltà, fin dalle sue radici. E' stato un bel momento di aggregazione e di unione e, anche se sotto la pioggia scrosciante, tutti orgogliosi di cantare insieme…Circa 3900 cantori….Riuscite ad immaginarlo??" Stefania "Ecco è finita!! Che peccato!! Ci siamo
tanto divertiti!! Siamo tutti in corriera ritornando a casa,
cantando le nostre canzonette scherzose (quelle che fanno ridere fino alle
lacrime). Ma vi chiederete dove siamo andati… ebbene siamo andati al
"10° Festival di Cori" in Valpusteria, 3 giorni intensi e
indimenticabili, circondati da paesaggi mozzafiato ai piedi delle "3
CIME DI LAVAREDO". Il Festival viene organizzato ogni anno in
questo periodo dell'anno. Hanno partecipato 99 cori provenienti da tutto il
mondo, erano presenti 16 Nazioni tra le quali Corea, Haway, Cecoslovacchia,
Spagna, Guatemala con costumi molti originali, colorati e tradizionali. Il tempo purtroppo non è stato clemente. La pioggia ci ha perseguitato dal venerdì sera a
tutto il sabato rovinando alcuni concerti all'aperto. La sfilata di tutti i cori per le strade di S.
Candido con ritrovo nella piazza… è stata stravolta dall'acquazzone con
grandinata finale (e fuggi-fuggi generale cercando rifugio sotto i cornicioni
delle case; ma lavati come pulcini abbiamo eseguito tutti assieme i 3 canti
prestabilito che sono stati veramente eccezionali, da pelle d'oca.) La nostra esecuzione dei due
pezzi di canto popolare del sabato sera nella Sala Mahler a Dobbiaco, ha
entusiasmato il pubblico. Tutti ridevano e gli applausi a scrosci con orchestra
di BIS ci hanno accompagnato fino all'uscita dalla sala. I complimenti sono
proseguiti anche il giorno dopo quando, al ritrovo dei Cori per il saluto
finale, venivamo riconosciuti dagli altri partecipanti. BELLO, BELLO, BELLO!!!!!!! Queste sono le cose
stupende che uniscono tutte le persone. Unione dei popoli grazie alla
passione del canto. Da domani si torna alla vita di sempre ma con nuove
prospettive per altri concerti (il prossimo il 29 Giugno all'Auditorium a
Thiene e poi il 24 luglio ai Cappuccini di Thiene per la "Missa Brevis
di Mozart). Ringraziamo calorosamente Paolo Carollo (capo
gita), Lorenzo Carollo (organizzatore) ed il nostro fenomenale Maestro
Lorenzo Fattambrini per essere sempre gentile con noi anche quando le nostre
esecuzioni non sono perfette
nonostante le molteplici prove di canto. P.S. il Maestro Fattambrini ci ha fatto una grossa sorpresa a S. Candido dopo la sfilata, ha diretto il "SIGNORE DELLE CIME" di "DE MARZI" un pezzo musicale commovente conosciuto da tutti i cori veramente "Internazionale". Rosaria
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Giugno 2007 La voglia
di cantare Il Coro come esperienza di vita di Guido Macaluso Eccovi l’ultima puntata della gentile autointervista
fornitaci dal cantore Guido Macaluso, nella quale si toccano le domande
cruciali della vita corale. A domanda, risposta (così termina questa
autointervista): quale è la motivazione, la molla che può far scattare il
desiderio di entrare in un Coro (nel Coro 'Città di Thiene', s'intende!) e,
una volta entrati, quali sono le motivazioni per restarci stabilmente? Ecco le risposte. 1) Voglio provarci. Mi affascina scoprire in che
luoghi la musica è in grado di
'portarmi', anche se non conosco bene le note oppure non sono in grado
di valutare le mie capacità riguardo al cantare. Chi ha dei dubbi intorno
alle proprie capacità vocali, non deve preoccuparsi o, peggio, abbandonare la
voglia di 'provarci'. Sappia che per la 'voce' esistono diverse collocazioni:
soprano (primo o secondo), mezzosoprano, contralto, per le voci femminili e
tenore (primo o secondo), baritono, basso per le voci maschili. La voce, poi,
può essere corretta e affinata (basta venire a una delle prove del Coro per
rendersene conto). Per quanto riguarda le cognizioni musicali insufficienti o
mancanti del tutto, è bene sapere che all'interno del Coro è stata istituita
- a cura diretta del Maestro Fattambrini e in collaborazione con l'Istituto
Musicale Veneto "Città di Thiene" - una apposita "Scuola di
formazione corale" per coloro che sono già nel Coro o appena entrati per
farne parte. 2) Perchè restare stabilmente nel Coro, una
volta entrati. Le motivazioni risultano già evidenti in questa
autointervista: la soddisfazione personale e di gruppo; la voglia di cantare
(ho provato, è una cosa bella, ho visto che posso farcela, sto bene con il
gruppo: quindi rimango nel Coro); le amicizie che si intrecciano all'interno;
i momenti di allegria e convivialità (ai quali, è bene ricordarlo, il Maestro
partecipa di buon grado); la solidarietà tra cantori; il fatto di star bene
insieme (non sono più un isolato) e di essermi avvicinato di più agli altri
(cosa che prima non mi accadeva). E la bellezza della musica in sè e le proposte
musicali che si portano nei vari concerti. Sì, sto facendo una buona e bella esperienza di
Vita! Non lo avrei mai creduto, ma è così! Voglio restare stabilmente nel Coro poiché mi
sono reso conto che ciò è 'sano' e 'bello'. E mi piace, infine, concludere con una bella
definizione della musica tratta da un quotidiano locale: "La musica è un
frammento di Bellezza che ci permette di vedere e vivere la vita da un punto
di vista più ampio e, al contempo, più profondo. Non può riguardare solo
qualcuno (un esperto o chi, dopo anni di preparazione e studio, ne fa una
professione per scelta di vita), perché è una ricchezza che va conosciuta
condivisa, coltivata, offerta…" |
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DIARIO MINIMO Il debutto di Paola Amo la
musica e cantare per me è sempre stata un'immensa soddisfazione e,
ahimè, rimpiango di non aver avuto la possibilità di intraprendere prima un
percorso formativo per imparare come si deve quest'arte… Ho allora deciso che non doveva rimanere solo un
sogno ed ho sfidato ogni timore sperando di recuperare il tempo perduto… Grazie a Lorenzo che mi ha dato la fiducia e
grazie anche a tutti i componenti del Coro “Città di Thiene” che mi hanno
accolto con amorevole entusiasmo: a loro devo la tranquillità che ho avuto
durante il mio debutto corale dell'11 marzo 2007 al concerto "Nata
troppo presto" in memoria di Elisa Salerno, ai miei compagni “d’arme”
che con la loro esperienza e bravura mi hanno incoraggiato e sostenuto! Mi piace partecipare a tutte le loro iniziative,
mi entusiasma stare in mezzo alla gente e spero tanto un giorno di riuscire a
trasmettere a qualcuno le stesse grandi emozioni che il Coro “Città di
Thiene” ha trasmesso a me quando li ho ascoltati la prima volta e che provo
tuttora quando sono fra loro! Lorenzo mi dice sempre che con l'impegno e la
costanza nel canto si possono limare molti difetti. La mia voce, come dice il
maestro, magari non sarà brillante come un diamante, ma riuscirò pian piano a
toglierne le imperfezioni e magari scoprirò che più che un diamante è un
piccolo zircone… ma ci tengo tanto a far si che per quanto piccolo il mio
zircone aggiunga ancora un po' di luce a questo brillante coro! Paola Rigon |
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Maggio 2007 Quando la
voce muove emozioni... Il concerto come momento profondamente “umano” di Guido Macaluso Riprende in questo numero l’autobiografia corale
gentilmente approntata dal cantore Guido Macaluso nella quale l’Autore
racconta la propria passione per la musica vocale. Gli anni '80 e '90. A partire dalla fine del
1983 e fino a tutto l'anno '91 ho fatto parte del Coro polifonico misto
'Schola Cantorum' di Malo, diretto dal Maestro Mario Lanaro. Come a Thiene,
anche a Malo ho inanellato un periodo
ricco di soddisfazione, sia a livello personale che di Coro vero e proprio.
Sono rimasti nel mio ricordo un collettivo di bella gioventù che cresce bene
specularmente ad un Maestro tanto giovane quanto bravo e preparato, due belle
trasferte in Svizzera, gli indimenticabili concerti di Natale in Duomo
(quanta gente e quanto entusiasmo generale!), la partecipazione alla 31^
Rassegna Internazionale di Cappelle Musicali di Loreto. Poi, ancora, un
invito al Teatro Olimpico di Vicenza ( fu un successo ) e le grandiose Messe
di Beethoven (Do maggiore Op. 86), di Mozart (Fa Maggiore KV 192), di Haydn
(St.Johannis de Deo - "Kleine Orgelmesse"). Infine, il canto delle
Litanie Lauretanae (Mozart ) in un tutt’uno con la Messa dello stesso autore
già citata. Il successivo periodo 1992-1999 è stato un
periodo libero da impegni di Coro sia per la partecipazione del sottoscritto
ad un corso di formazione teologica (con esami) della durata di quattro anni,
sia per vicissitudini personali. S'era interrotto il canto quale componente
di Coro, ma non certo quello libero a livello personale e occasionale. Proseguendo, ecco infine il recente periodo
2000-2007. Segna la ripresa dell'attività di canto dapprima
nel Coro polifonico parrocchiale della Chiesa San Vincenzo di Thiene
(2000-2002) e poi il ritorno nel Coro 'Città di Thiene' dall'Ottobre 2002 a
tutt'oggi. È come tornare alla casa madre! Nuovamente nella sezione dei 'tenori primi', mi
sto impegnando al massimo con lo stesso entusiasmo d'un tempo ("buon
sangue non mente", recita un proverbio). Sono oggi in un Coro in costante crescita, che
lascia una scia di apprezzamenti e consensi ovunque si rechi. Grazie all'ottimo Direttore Artistico, Maestro
Lorenzo Fattambrini, il Coro è in grado oggi di offrire repertori 'a
soggetto': il Coro "Città di Thiene" è stato sicuramente una delle
prime formazioni a lanciare questa nuova forma di concerto corale su 'temi'
prestabiliti, dove la musica lascia emergere in modo essenziale le emozioni
del pubblico. Sono concerti vocali - strumentali che si sviluppano attraverso
un percorso caratterizzato da vari momenti, con brani di diversi stili ed
epoche, finalizzati al tema prescelto (la Speranza, la Solitudine, la
Fortuna, le Tradizioni …) che inducono l'ascoltatore ad una profonda
riflessione. Dopo uno di questi concerti, qualcuno dei presenti mi ha
confessato di avere ascoltato il tutto con attenzione e di esserne rimasto
scosso dentro di sè: avrebbe portato a casa, quella sera, qualcosa di bello e
di buono. A mio parere quando la musica non solo piace e
diletta ma ti lascia qualcosa "dentro", qualcosa che ti fa
riflettere, ha raggiunto il massimo dei suoi scopi. (continua) |
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dal 22 al 24 Giugno il coro
parteciperà Il Festival Internazionale di Canto Corale
"Alta Pusteria" è una manifestazione non competitiva che si svolge
in Val Pusteria (Alto Adige – Südtirol). Nato nel 1998, in nove edizioni ha
registrato la presenza di 540 cori e più di 20.000 coristi. La straordinaria
varietà dei luoghi dei concerti e il vastissimo repertorio presentato lo
pongono attualmente come una delle più spettacolari manifestazioni europee
della musica corale. Ha cadenza annuale e il suo programma si
articola abitualmente in cinque giorni – dal mercoledì alla domenica –
durante l'ultima settimana di giugno. Il Festival prevede circa sessanta esibizioni
suddivise in Concerti, Rassegne all'Aperto e Giornate-Incontro. Di grande emozione è la “Sfilata dei Cori”, che
si svolge a San Candido il sabato pomeriggio. E’ l'evento più spettacolare
del Festival: tutti i partecipanti sfilano in divisa lungo le vie centrali
della cittadina per riunirsi nella centrale "Piazza del Magistrato"
ed eseguire brani in comune. I concerti ai quali i cori partecipano sono
articolati in chiese, sale da concerto, rifugi alpini, padiglioni musicali
e castelli. Il Coro “Città di Thiene” parteciperà alla
decima edizione del Festival Internazionale “Alta Pusteria” dal 22 al 24
giugno prossimi. La formazione thienese si presenterà a questa kermesse
internazionale con l’originalità che gli è propria, proponendo sia concerti
di carattere sacro presso le più prestigiose chiese dell’Alta Pusteria, sia
promuovendo l’identità vicentina con esibizioni di carattere popolare
gettando le basi per future possibili esportazioni del proprio progetto
artistico in ambito europeo. In particolare sarà interessante la proposta
concertistica basata su elaborazioni corali originali realizzate dal
Direttore Artistico, M° Lorenzo Fattambrini, nel corso della quale il coro
potrà testare nuovi repertori e prospettive. Vi sarà anche la gradita
possibilità di instaurare amicizie con le altre formazioni presenti al
Festival e soprattutto di ascoltare molta musica corale di ottimo livello. Per la nostra Associazione sarà infine
l’occasione di vivere tre straordinarie giornate in gruppo, consolidando un
clima di positiva collaborazione e condividendo momenti di emozionante
partecipazione: momenti che ricorderemo con gioia e nostalgia e che daranno
nuova energia alla vita artistica e associativa del Coro “Città di Thiene”. |
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11 Aprile 2007 Progetto Haiti Venerdì alle 21 al Comunale di Thiene di Maria Luisa Duso Una serata per dire grazie,
una serata per pensare ancora una volta ad Haiti, una serata di nostalgia. È
un po’ tutto questo l’appuntamento in programma venerdì, alle 21, al Comunale
di Thiene, dedicato a Roberto Dall’Amico, per cinque anni primario di
Pediatria, che da circa un mese ha preso servizio a Pordenone. Non una celebrazione
dell’uomo, così poco consona alla sua personalità, e, invece, un modo per
raccogliere l’eredità delle innumerevoli iniziative che ha avviato, e
soprattutto un modo per aiutare i bambini di Haiti, che gli sono entrati nel
cuore, e ai quali, da operatore della sanità, vorrebbe garantire le stesse
possibilità di cura che offre oggi la sanità ai bambini italiani. Dall’Amico è arrivato a Thiene
nella primavera del 2002 e di lui si sapeva soltanto che era il più giovane
primario dell’Ulss. In cinque anni non solo ha rivoluzionato il reparto,
grazie all’intervento degli Artigiani, ma ha saputo creare una rete di
collaborazioni con tantissime associazioni e, contemporaneamente, ha lavorato
a stretto contatto con la Fondazione Francesca Rava - Nph Italia che in
quest’arco di tempo ha realizzato il nuovo ospedale di Haiti, ma ha anche
seguito l’arrivo di una dozzina di piccoli haitiani bisognosi di cure e
interventi chirurgici. La
serata di venerdì, realizzata con il patrocinio del Comune, vuol essere
l’occasione per ricordare tutto questo e guardare avanti, pensando ancora a
chi ha bisogno. Parteciperanno il coro Città di Thiene e l’Ensamble La Rose,
ci sarà la collaborazione della pro loco, e del Rotary, del Circolo
fotografico Città di Thiene, delle Associazioni degli Artigiani e dei
Commercianti, dei clown, del gruppo K-non, dello studio Backstage,
dell’Associazione genitori. Ci saranno le tante persone che in questi anni
hanno in varie forme collaborato con la Pediatria e tutti quelli che, con la
loro presenza, vogliono semplicemente dire grazie. |
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Aprile 2007 Cantare fa
bene, ma cantare
bene... fa meglio! Note a margine della positiva di Flavio Chemello Venerdì 20 Aprile 2007 alle ore 21,
l'Associazione Corale "Città di Thiene" si è riunita per
l’Assemblea ordinaria nella nuova sede in via dell'Eva, (ex-Comboniani, ora
sede anche dei magazzini comunali e
di altre realtà associative). Alla presenza di un buon numero di soci, il
Presidente Maurizio Fontana, dopo il saluto iniziale e la lettura dell'ordine
del giorno, ha esordito parlando proprio della nuova sede, magnificando il
lavoro svolto dai quei soci cantori che tanto si sono prodigati al fine di
renderla funzionale ed accogliente, improvvisandosi muratori, pittori,
arredatori…. È stata fatta quindi una panoramica dei numerosi
concerti eseguiti nel 2006 (circa una ventina) evidenziando l'impegno profuso
nell'allestimento dei più significativi quali la Missa Brevis in Fa maggiore
KV 192 di W.A Mozart per soli, coro
ed orchestra, eseguita il 12 Aprile 2006 nella Chiesa della Pentecoste in S.
Vincenzo a Thiene e ripetuta il 29 Aprile nella Chiesa di Motta di
Costabissara. Entrambe le esecuzioni hanno riscosso un
notevole apprezzamento di pubblico e critica grazie anche alla preziosa
collaborazione di valenti solisti, strumentisti e direttori. È stato inoltre sottolineato l'entusiasmante
successo ottenuto nelle varie esecuzioni del concerto "Spes Omnium
Finium Terrae" interamente ideato e condotto dal Direttore Artistico M°
Lorenzo Fattambrini che ha curato anche tutti gli adattamenti vocali e
strumentali. Nel concerto è presente il brano S.O.F.T. che il maestro ha
composto appositamente per il festival Biblilco 2006 e che il coro ha
eseguito a S. Bonifacio in occasione della chiusura di tale manifestazione. Il Presidente ha poi ricordato l'interessante
weekend formativo e associativo che il coro ha vissuto nei giorni 30/09 -
01/10 2006 presso la casa alpina di Conco della parrocchia di Zugliano. Visto il buon esito sarà sicuramente
un'esperienza da riproporre in futuro perché oltre alla componente tecnica
(grazie al contributo dei maestri Laura Fabris e Mario Lanaro), ha dato ai
partecipanti la possibilità di condividere momenti ed emozioni che hanno
consolidato i legami della grande famiglia del Coro. Si è detto pienamente soddisfatto nel presiedere
una Associazione che grazie al
costante lavoro dei Consiglieri, del Direttore Artistico e agli ottimi
rapporti interni e all'impegno dei soci ha permesso e permetterà in futuro il
raggiungimento di grandi e prestigiosi traguardi. Il Direttore Artistico M° Lorenzo Fattambrini,
presentando la relazione tecnica, ha potuto sottolineare gli interessanti
aspetti qualitativi raggiunti dal Coro riportando, tra gli altri , un
commento del maestro Stojan Kuret, sloveno e direttore di Coro ed Orchestra
della RTV di Lubjana, ospite tra il pubblico di un concerto realizzato lo
scorso autunno a SS. Trinità di Schio: "il Città di Thiene è un Coro che
propone novità, luci e prospettive che spesso è difficile riscontrare anche
in cori professionistici". A questo proposito il M° Fattambrini ha
ricordato che la perfezione tecnica, per quanto sia una prerogativa sempre
più irrinunciabile nel concertismo, non sempre è sinonimo e garanzia di
ottimi risultati. A volte un concerto pur con qualche sbavatura può far
passare più sensazioni positive di un'esecuzione tecnicamente perfetta ma
fredda. Il Maestro ha proseguito dichiarandosi
soddisfatto di come il Coro lo segua nelle sue scelte artistiche a dir poco
originali. Infatti i nuovi repertori proposti spaziano dal polifonico sacro,
al profano, al popolare contando su abbinamenti corali e strumentali inusuali
ed arditi. Ma sono proprio queste proposte a rendere unico e inimitabile dal
punto di vista artistico il Coro “Città di Thiene”. È doveroso a questo punto un ringraziamento a
tutti gli strumentisti, voci soliste e recitanti che con la loro preziosa
collaborazione hanno contribuito ad elevare qualitativamente le prestazioni
del Coro. È fondamentale comunque continuare a proporre idee nuove per far
fronte anche alle richieste più disparate. A questo proposito, per facilitare l'autonomia e
la crescita di ogni cantore è stato attivato dal mese di novembre, con una
buona paresenza di partecipanti, un primo Corso di Propedeutica e Formazione
Corale in collaborazione con l’Istituto Musicale Thienese, corso che
concluderà il prossimo giugno con la proposta di due incontri condotti dal M°
Piervito Malusà del Conservatorio di Vicenza e da una logopedista. Sono
opportunità che un corista non deve lasciarsi sfuggire perché la crescita
personale fa lievitare qualitativamente tutta la compagine. Grosso è infatti il lavoro che ci aspetterà nel
prossimo futuro. Dal repertorio anni '60 alle musiche da film, agli
anniversari palladiano e goldoniano, contando sulla collaborazione di
rinomate formazioni strumentali e teatrali venete. Inoltre fra i prossimi concerti previsti
spiccano 2 appuntamenti: Il 10° Festival Internazionale di canto corale
"Alta Pusteria" nei giorni 22-23-24 Giugno 2007 e la tournée
autunnale a Lugano (CH) dove il Coro sarà ospite del Consolato Italiano in
Svizzera partecipando inoltre al più prestigioso Festival Corale del Canton
Ticino. Sono appuntamenti importanti
che richiedono impegno e preparazione ed è per questo che il Direttore ha raccomandato la massima puntualità e presenza alle prove
regalandoci alla fine una delle sue pillole di saggezza: "Cantare fa
bene... ma cantare bene fa meglio!". La parte burocratica è stata svolta dalla chiara
e precisa esposizione del Tesoriere Lorenzo Carollo che ha illustrato il
bilancio consuntivo 2006 e preventivo 2007 unitamente ad alcune modifiche
allo Statuto che l'Assemblea ha approvato. E' in questi momenti che ogni
socio può dare il proprio contributo nella definizione del percorso
dall'Associazione. Alla fine di queste righe penso di interpretare
il pensiero dei soci nel rivolgere un GRANDE GRAZIE al Presidente Maurizio Fontana,
ai Consiglieri Diego Brunello, Lorenzo Carollo, Paolo Carollo, Ivano Dal
Ponte, Imerio Savio, Corrado Simonato nonché al Direttore Artistico M°
Lorenzo Fattambrini per il tempo, le energie e la pazienza dedicate al Coro. A Voi che state leggendo, se vi siete un po'
incuriositi, ricordo che le porte della nostra sede, ora in via dell'Eva,
sono sempre aperte nei giorni di Lunedì e Mercoledì in occasione delle prove.
Vi aspettiamo e speriamo che qualcuno voglia aggiungersi a noi come hanno
fatto recentemente Chiara, Paola e Barbara che hanno avuto il loro battesimo
del palco in occasione dell'ultimo riuscito concerto all'Auditorium Canneti.
Ed a proposito di Battesimi, altri meravigliosi momenti hanno vivacizzato le
giornate del coro: la nascita di due meravigliose creature, Valentina, di
Orietta e Paolo, e Ginevra, di Melissa e Lorenzo. Vivissime felicitazioni ai
neo genitori e a queste nuove "ugole" il nostro più affettuoso
benvenuto.
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prime
esecuzioni L’attività di composizione del M° Fattambrini,
oltre che nel mondo corale, prosegue anche in ambito squisitamente
strumentale. Infatti i prossimi 17 e 18 maggio a Trento e Valdobbiadene verrà
eseguita in prima assoluta una nuova partitura per Orchestra d’archi e Duo di
fisarmoniche; si tratta dell’ ECNANOSSID CONCERTO (Scherzo, Adagietto
Elegiaco e Allegro Finale) composto dal M° Fattambrini su commissione del Duo
DissonAnce e dell’Orchestra “R.Zandonai” di Trento. Nella stessa occasione,
interamente dedicata al repertorio per Fisarmonica ed Orchestra, verranno
eseguite opere originali di Morricone, Piazzolla, Holst, Priori ed alcune
trascrizioni da Bach e Caijkovskij. Un contributo alla valorizzazione di uno
strumento, la fisarmonica, a torto relegata in ambiti popolareggianti ed
un’ulteriore occasione per scoprire l’arte compositiva del Direttore
Artistico dell’Associazione Corale “Città di Thiene”, al quale vanno i nostri
più sinceri segni di stima e di incoraggiamento. |
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12 Marzo 2007 Maraini su Elisa
Salerno La scrittrice e femminista vicentina del ’900 di Nicoletta Martelletto La grande scrittrice incontra
la giornalista sfortunata di ieri, che oggi invece giganteggia per la sua
statura morale e la coerente difesa degli ideali. Ne nasce un dialogo a
distanza, oltre il tempo e i confini geografici, un dialogo ricco e
avvincente tra chi continua a battersi per i diritti civili e la libertà
delle donne e chi nel secolo scorso sfoderò un coraggio leonino per la causa
più indifesa, più disarmata. Dacia Maraini, laica,
fiorentina con casa tra Roma e Pescasseroli, conversa di Elisa Salerno,
cattolica, vicentina di borgo S. Lucia, morta in povertà dopo battaglie per
vedere pubblicati i suoi saggi, dopo umiliazioni e rifiuti, subendo perfino
il divieto di fare la comunione. All’auditorium Canneti quasi
non si entra, il pubblico è sulle scale. Perchè l’omaggio alla Salerno
(1873-1957) da parte delle suore Orsoline e del centro studi Presenza Donna è
qualcosa di più di un celebrazione del 50° dalla morte: è una provocazione
post otto marzo alle coscienze intorpidite, che fingono di dare per acquisita
la parità tra uomini e donne. Maraini si inserisce in un copione ben orchestrato di letture (voce
di Franca Grimaldi), musica (Lorenzo Fattambrini e il coro Città di
Thiene), intermezzi di don Dario Vivian. E di Elisa Salerno tira
fuori gli elementi più ironici, più umani, più contemporanei attingendo al
romanzo autobiografico “Piccolo mondo cattolico”. A colpire l’autorevole lettrice
è l’umiltà della femminista vicentina, «che si rivolse a tutti, anche a chi
politicamente non amava, in tempi in cui nasceva il fascismo che alle donne
avrebbe vietato di insegnare alle superiori, di andare all’università, di
praticare diversi mestieri». Alla fede la Salerno accoppia più spesso la
giustizia che la carità, perchè «alla difesa dei diritti dei più deboli
dedicò tutta la vita - prosegue Maraini - con un candore, una ingenuità e una
passione commoventi». Elisa
Salerno viene narrata mentre bussa all’ufficio dei direttori di quotidiani e
settimanali diocesani: «Aveva capito l’importanza della comunicazione, di
usarne gli strumenti per diffondere le sue idee. Ma veniva presa in giro, i
suoi articoli finivano nel cestino». Eppure non mollò mai, nemmeno quando il
direttore de “Il Popolo” alla rivendicazione sul diritto di voto e di
eleggibilità per le donne rispose che gli uomini non avrebbero potuto
scegliere tra una donna e l’altra per questioni di cavalleria... Che dire di
uno humour così amaro? Maraini
accosta la vicentina Elisa alla suora messicana Juana Ines de la Cruz, che
nel 1690 pubblicò un trattato di teologia: tutto bene finché scrisse di
poesie, meno quando entrò nel campo dei diritti femminili. Fu costretta a
bruciare i suoi 3 mila libri, firmò la rinuncia agli studi, morì di peste
curando altri malati. Che cosa rende importante la piccola Elisa? «Un
pensiero chiaro sulla necessità di istruzione per le donne, sui diritti sul
lavoro, sulla collaborazione interclassista concetto modernissimo, sulla
contrarietà a due morali per i due sessi. Pari pari questi punti potrebbero
essere ripresi oggi...». Nessuna pagina del Vangelo lega la donna alla cucina
- legge ancora la scrittrice che fu compagna di Moravia - e «nessuna parola
può essere censurata, nemmeno la mia» scrisse la Salerno a Mussolini, a Pio
XII, al vescovo Rodolfi. Un soggetto tosto, che se avesse vinto al lotto
avrebbe aperto una stamperia per realizzare un giornale popolare. Così non
fu, era nata troppo presto.
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10 Marzo 2007 Dacia Maraini A 50
anni dalla morte Sarà la
scrittrice Dacia Maraini a parlare di Elisa Salerno, domani pomeriggio
all’auditorium Canneti di Vicenza, su invito del centro di documentazione
“Presenza donna”. Il 15
febbraio 1957 moriva Elisa Salerno. Femminista cristiana, vicentina - nata in
città il 16 giugno 1873 - aveva dedicato tutta la sua vita alla "causa
santa della donna", mossa da uno spirito forte e da una fede
incrollabile in quella "mistica fune" di salvezza per ogni persona
che è Gesù Cristo. Con la
caratteristica dell'essere "lavoratrice del pensiero", scrivendo
romanzi, saggi e fondando addirittura, nel 1909, un giornale per le
lavoratrici, "La Donna e il Lavoro", Elisa Salerno si è battuta per
difendere e promuovere le donne in tutti gli ambiti di vita: dalla famiglia
al lavoro, dai problemi sociali alla vita ecclesiale. Spesso incompresa ed
osteggiata, anche da quella Chiesa che tanto amava, questa donna "nata
troppo presto" è morta sola e povera dopo una vita piena di difficoltà e
lotte a tutto campo, da quello civile a quello ecclesiale. Il
ricordo della Salerno, del suo pensiero, delle sue intuizioni a livello
sociale, civile ed ecclesiale, sono ora affidate al Centro documentazione e
studi “Presenza Donna”, nato tra le suore Orsoline, che ne conserva il Fondo
archivistico e che, in occasione del 50° dalla morte organizza, con l'Associazione
genitori scuole di Mirabella e l'Associazione corale “Città di Thiene”, l’incontro a ingresso
libero al Canneti, inizio alle 16, dal titolo "Nata troppo presto". Le suggestioni della musica e del coro
“Città di Thiene” diretto da Lorenzo Fattambrini, alcuni stralci di
lettere di Elisa Salerno letti da Franca Grimaldi, accompagneranno la
riflessione culturale di Dacia Maraini. La scrittrice, interpellata
da don Dario Vivian, coglierà l’attualità del pensiero e dalla vita di Elisa
Salerno. |
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Marzo 2007 Voce,
orecchio, entusiasmo... Un cantore simpaticamente continua a
raccontare... se stesso! (seconda parte) di Guido Macaluso Prosegue in questo numero il racconto
appassionato dell’avvicinamento alla musica vocale da parte del cantore Guido
Macaluso, che gentilmente si è voluto sottoporre ad una simpatica
autobiografia corale... Dopo gli anni '50, i successivi '60 e '70. Sono
gli anni della mia venuta a Thiene, del matrimonio e della nascita di tre
figli. Ho seguitato a cantare, sia che mi fossi trovato da solo che in
compagnia con altri. Un po' di tutto: lirica, canzoni napoletane, canzoni di
montagna, qualche bella canzone di Sanremo. Arriva il 1976 ed è per me l'anno della svolta. Ho dato retta al consiglio di un amico e sono entrato
a far parte stabilmente del Coro polifonico maschile "Città di
Thiene", diretto dal Maestro Imer Barbieri. Il periodo dal 1976 al 1982
(tanto è durata la mia permanenza nel Coro del Maestro Imer) è stato per me
cantore - inserito nella sezione dei tenori primi - un periodo aureo: ricco
di soddisfazioni personali, di successi di Coro, di incontri - anche
all'estero - con altre formazioni corali di tutto rispetto. Ricordo con immenso piacere misto a commozione,
primi o secondi posti in concorsi nazionali e internazionali (celebre quello
di Debrecen, in Ungheria, nel quale il Coro riuscì a ottenere il primo posto
superando un Coro maschile ungherese, pur trovandosi in evidente svantaggio
competitivo per il regolamento di concorso: doveva infatti cantare in lingua
magiara due brani polifonici non facili prefissati dal regolamento, detti
appunto “brani d'obbligo”), apprezzamenti lusinghieri da parte di giurie
nazionali e internazionali, un impianto di Coro entusiasta e dinamico
affiancato da collaboratori intelligenti e solerti. Ricordo anche uno dei colpi d'ala del Coro:
l'istituzione degli "Incontri
Corali in Città", una vera e propria novità per quei tempi. Un
evento sontuoso per la pubblicità da
cui erano preceduti, per la cornice coreografica che il Coro sapeva
allestire, per i Cori invitati a parteciparvi, oggetto di accurata scelta. A quel tempo le mie cognizioni musicali non
erano propriamente quelle dovute: in fatto di solfeggio e di buona lettura
della partitura. Le avrei acquisite più in là. Credo tuttavia, nella mia nuova veste di corista, di aver
fatto la mia parte, senza demeritare. C'erano voce, orecchio, e soprattutto
entusiasmo da vendere. Cantavo con tanta partecipazione emotiva, riuscendo ad
adattare la voce dall'ambito prettamente lirico d'abitudine a quello
polifonico d'obbligo. Sì, la polifonia mi è subito piaciuta: sentivo
che mi esaltava - quanto a intensità emotiva e trasporto - al pari d'un brano
d'opera. Se i rispettivi piani erano diversi, c'era però nella musica un non
so che di raffinato e di sublime. Piano piano ho capito che cantare voleva
significare "trasmettere" musica e la voce ne costituiva il mezzo
di espressione-trasmissione. Il segreto stava nel modo con cui il canto
interpretava il brano. Tale è stata l'esperienza che ho vissuto
cantando in quegli anni nel Coro "Città di Thiene"! (continua) |
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DIARIO MINIMO La prima
volta di Barbara Calcare il palco la prima volta che canti in un
Coro non è una cosa facile da descrivere, soprattutto se succede dopo solo
due mesi che provi, com'è accaduto a me. Invogliata a presenziare alla prove del coro da
Patrizia, carissima persona che lavora nell'ufficio accanto al mio, mi recai
un Lunedì, esattamente il 5 febbraio 2007, presso la sede del tutto ignara di
quello che sarebbe successo di li a breve. Ho studiato musica da piccola, lo strumento era
il mandolino, e vocalmente mi sembrava di essere intonata: ho accettato così
di aderire all’Associazione Corale e di partecipare al lavoro di preparazione
programmato per il concerto dell’11 marzo a Vicenza. Tutto il resto è venuto
da sè provando e riprovando con il coro e da sola, in ogni tragitto fatto in
auto. Ormai ho adottato "il Fatta" come
compagno di viaggio ed alcune volte anche di w-end... Oops, beh, più che
altro del Cd che ci ha fornito per studiare singolarmente!!! Dopo la preparazione, arriva il giorno delle
Prove Generali: provi ad immaginarti come sarà la sera del concerto, le luci
ed il pubblico ma ad un certo punto il fiume dei tuoi pensieri viene
interrotto dal "Maestro" che richiama l'attenzione di tutti per
cominciare le prove. Meglio così: sai che panico, altrimenti... Finite le prove una sana pizza in compagnia ed
intanto elabori le emozioni e le note. Accompagnata dal sempre fedele Cd di studio, la
domenica mattina - il giorno del concerto - nuotando in piscina (stile dorso)
mi ritrovo a cantare anziché contare le vasche che stavo facendo: che sia
l'agitazione? Nel primo pomeriggio si parte col pullman alla
volta di Vicenza per un’ultima bella prova di assestamento e poi... il
concerto! Un po' di tensione, ma è bello salire sul palco
e liberare con la voce le emozioni. Cantare con così tante persone è molto bello e
richiede molta umiltà: nel Coro non c'è solo la propria voce ma è necessario
soprattutto armonizzarsi con gli altri al fine di rendere la performance
corale più omogenea ed efficace. Non possiedo ancora tecnica, non ho ancora
chiaro il modo corretto di respirare, devo ancora lavorarci tanto: è una
strada nella quale muovo ora i primi passi, ma essere lì con delle persone
che solo con uno sguardo ti rassicurano e ti fanno capire che tutto andrà
bene è proprio una fortuna. Mi sento privilegiata. |
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Febbraio 2007 Un’intervista
mancata... Un cantore simpaticamente racconta... …se stesso! (prima parte) di Guido Macaluso Un giovane cosa potrebbe voler sapere da un
veterano della voce? Quando hai iniziato a cantare? Cosa ti ha spinto
a farlo? Come è andata? Che cosa ricordi della tua esperienza corale? Ti
senti soddisfatto? In che misura il canto ti ha coinvolto e ti coinvolge
tuttora? Puoi dire se è diventato, e lo è tuttora, parte essenziale della tua
vita? Che cosa suggeriresti per indurre qualcuno ad intraprendere l'attività
di canto in un Coro? Quali, secondo te, le motivazioni che giustificherebbero
la decisione di restare stabilmente in Coro, una volta entratovi? Queste alcune delle domande che un ipotetico
intervistatore potrebbe rivolgere ad un vetusto -quanto intraprendente - cantore, ma, dal momento che ancora
ciò non è accaduto ho preferito improvvisarmi cronista di me stesso. Fin da ragazzo, poi da giovanotto e ora in età
avanzata (nato ai primi di luglio del 1935), mi sono sentito portato al canto
come fatto spontaneo della mia essenza. Appassionato di musica operistica,
ascoltavo negli anni '50 i concerti promossi settimanalmente dalla
"Martini e Rossi": ne ero entusiasta, pian piano imparavo a
valutare la voce dei cantanti, ero attratto specialmente dalle voci di tenore
e di soprano. Presto divenni un assiduo abbonato del Teatro Massimo di
Palermo, dove si esibivano i migliori cantanti d'opera dell'epoca. E ho cominciato a cantare, imitando alcune
romanze del tenore: per semplice diletto, perchè mi piaceva farlo. Ma senza
nessuna guida. Comunque ho capito di possedere un buon "orecchio" e
mi sono accorto di potere sostenere con una certa facilità le note più alte e
di potere arrivare con la mia voce fino agli "acuti". Cantavo con
passione, sentendomi coinvolto "dentro" e badando anche ai
particolari: la mezza voce, la nota tenuta più o meno a lungo, l'espressione
del fraseggio, la regolazione della voce (a seconda del pezzo che si sta
cantando e del significato insito in esso). Certo cantavo avendo memorizzato
ciò che avevo ascoltato, ma ci mettevo del mio. Pur senza nessuna guida, la
mia voce si è via via formata e, col tempo, compresi che s'era
"impostata" per via naturale ( in genere, ciò avviene con lo studio
e sotto la guida di un insegnante di canto). Penso di essere stato fortunato,
certamente favorito da una predisposizione e da un controllo della voce
naturali, oltre che dal possedere buone corde vocali (come avrei saputo in
seguito). All'epoca dei fatti narrati, avevo 21-22 anni.
Fu così che volli farmi 'sentire' da un'insegnante di Conservatorio il quale
subito mi mise alla prova con un pezzo dalla Boheme di Puccini: "Che
gelida manina, se la lasci riscaldare…" Per essere un principiante a
zero studi qual effettivamente ero riuscii a fare una buona figura (almeno
arrivai fino in fondo al pezzo!), tanto che l’insegnante mi disse di avere
intravisto doti atte allo studio del canto lirico: uno studio sistematico in
Conservatorio. Aggiunse che avrei dovuto previamente sottopormi
all'esame delle corde vocali e mi indicò uno specialista di sua fiducia. Dico subito quale fu il seguito : non diventai
un allievo del Conservatorio di Musica della mia Città. Avevo già un futuro tracciato (lavoravo presso
il Ministero dei LL.PP. in un Ufficio della stessa mia Città), la mia
famiglia dimostrò contrarietà, io stesso intravedevo un cammino impervio
oltre che lungo. Tuttavia mi presentai dallo specialista che m'era stato
indicato, ma non andai oltre sebbene confontato da parere positivo riguardo
alle mie corde vocali. Questo è il mio curriculum semiserio di canto
per quel che ho fatto negli anni '50. Aggiungo che oltre al canto lirico, che
continuavo per conto mio (dovunque, secondo l'estro ), la mia preferenza
andava in quegli anni alle canzoni napoletane di vecchia data. Non le ho più
abbandonate, tanto che ancor oggi mi procura gioia cantarle intrise come sono
di sentimento e di passione. Un vero cavallo di battaglia per chi ha una voce
tenorile! (continua) |
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NATA TROPPO PRESTO omaggio corale ad Elisa Salerno Vicenza - 11 marzo 2007 Il 15 febbraio 1957 moriva a Vicenza Elisa
Salerno. Femminista cristiana, nasce a Vicenza il 16 giugno 1873.
Appassionata studiosa, autodidatta, si dedicò a tutto ciò che poteva ostacolare
la dignità e la vocazione della donna in qualsiasi ambito essa si trovasse a
vivere e ad operare: dalla famiglia al lavoro, dai problemi sociali alla vita
ecclesiale. Fu la prima donna in Italia a fondare un
giornale per le lavoratrici, "La Donna e il Lavoro", uscito dal
1909 al 1918 e che continuò fino al 1927 con il titolo "Problemi
Femminili", allargando l'orizzonte dei suoi interessi. Visse per la causa delle donne sofferenze fino
allo spasimo, dando fondo a tutte le sue risorse e morendo molto povera il 15
febbraio 1957, vedendo pochissime delle conquiste per le quali si era battuta
con l'unica arma della sua penna. Nel 2007 ricorrono i 50 anni dalla morte di
questa forte personalità: una manifestazione dal titolo “NATA TROPPO PRESTO:
Omaggio a Elisa Salerno”, promossa dall'Associazione PRESENZA DONNA e
patrocinata dal Comune di Vicenza e dalla Regione Veneto, avrà luogo presso
l'Auditorium Canneti il giorno 11 marzo 2007 con ingresso libero. Interverranno Dacia Maraini e Don Dario Vivian
per una riflessione sull'attualità dell'opera di Elisa Salerno, con il
contributo di alcuni testi letti e recitati da Franca Grimaldi. Con il CORO
Città di Thiene collaborano in questa occasione Jose Borgo (mezzosoprano),
Daria Bolcati (Arpa), Roberto Caberlotto (fisarmonica), Nicola Marsilio
(fiati etnici) e Luca Nardon (percussioni). In programma riletture di brani
classici, musica etnica e nuove composizioni, con proposte dal repertorio
Spirituals, Jiddish Songs, Bach, Janczack, Vangelis, Fattambrini. Il Progetto Artistico, le elaborazioni e la
Direzione sono a cura di Lorenzo Fattambrini. |
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Gennaio 2007 Il radar
di Rosaria Piccola storia di avvicinamento di Rosaria Brancato Amo la musica e amo cantare. La musica mi accompagna sempre: in
macchina, a casa, al lavoro la radio è sempre accesa diffondendo le sue belle
note. Ho sempre cantato. Fin da piccola le canzoni dello
“Zecchino d'Oro” erano tutte mie (mi ero anche presentata alla selezione ma
le iscrizioni erano già chiuse e per consolazione mi inviarono un librone con
la storia del Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna!) Penso di aver preso il "vizio"
della musica da mio papà. Anche lui ascoltava molto la radio, anche se a quel
tempo esistevano poche emittenti, RAI, Montecarlo e qualche canale in lingua
straniera; spesso lo trovavo seduto vicino all'apparecchio e ascoltando
"Mamma son tanto felice" le lacrime gli scendevano dagli occhi. Un giorno, era domenica, a fine della
S.Messa il prete ringraziò il coro per aver allietato la funzione e ricordò
ai presenti che chi avesse voluto avrebbe potutuo partecipare alle prove per
unirsi al coro. E così a 10 anni, accompagnata per la
prima volta da mio papà, cominciai a frequentare le prove scoprendo quanto è
bello cantare seguendo il tempo, gli attacchi del maestro (il signor
Reghellin), il su e giù delle note… per chi non ha studiato musica è un po'
difficile all'inizio capire cosa volgiono dire quelle palline nere disposte
sulle cinque righe, e lo spartito a volte può incutere molta paura… Dopo qualche anno purtroppo dovetti
abbandonare il coro: la scuola e lo studio non mi permettevano molto tempo
per cantare. Intanto il tempo passa, ci si diploma, si
inizia a lavorare, ci si sposa, la famiglia cresce ed al coro non ci si pensa
più pur continuando a cantare le canzoni suonate alla radio o con qualche CD
in auto, andando al lavoro. Poi un bel giorno mia figlia maggiore
decise di iscriversi all'ISTITUTO MUSICALE VENETO di Thiene per frequentare
il corso di Canto Moderno. Venni così a scoprire che il suo insegnante, il
Maestro Fattambrini, era anche Direttore Artistico del Coro "Città di
Thiene". L'invito che il Maestro rivolse a mia figlia per ascoltare una
prova del Coro riaccese in me la voglia di tornare a cantare e, quasi
vergognandomi, chiesi di potervi assistere anch'io. E così, io emozionata
come una scolaretta al primo giorno di scuola, ci recammo presso la sede del
Coro. Accidenti che bravi! E che canti
difficili - quel giorno sebravano anche più complessi - ma belli! Decisi. Da allora partecipo assiduamente
alle prove ed ai concerti. Non ne posso fare a meno. Per i primi mesi sono stata affiancata
ad Emanuela, una corista con una voce eccezionale, forte, sicura, bravissima
e con molta esperienza (lei canta nel Coro "Città di Thiene" da più
di 15 anni): con lei come modello ho cercato di captare le sfumature, le
intonazioni, l'espressività ed un po' alla volta ho iniziato a camminare con
le mie gambe. Mi capita ancora adesso, specialmente quando ho qualche lacuna,
di azionare il mio "radar" alla ricerca di sicurezze vocali e
musicali. Dopo tre mesi di
"apprendistato" sono entrata a tutti gli effetti a far parte del
Coro "Città di Thiene". Ricordo ancora la sera del
"debutto" ufficiale, una serata presso l'Auditorium cittadino
durante il quale ho condiviso con Patrizia, Flavio e Lorenzo le ansie del
"debutto" corale: le gambe mi tremavano e lo stomaco mi faceva
male… Sono passati già due anni ma non mi sono
ancora abituata all'effetto del palcoscenico, le gambe non mi tremano più ma
lo stomaco fa sempre male e la paura di sbagliare (o di fare qualche
"stecca") è sempre presente, come la paura che tutto d'un tratto la
voce ti faccia un brutto scherzo abbandonandoti nel bel mezzo di una frase… Nel periodo delle vacanze anche mia
figlia minore partecipa alle prove con me, lei nei soprani io nei contralti. Ho coinvolto anche mio marito che è
stato precettato come fotografo ufficiale dell'Associazione, documentando
tutte le nostre uscite. Si sta bene nel Coro. Si canta ma anche
ci si diverte: c'è sempre il buontempone di turno che fa la battuta
permettendo così di superare anche le prove più impegnative. Le prove infatti non sono una
passeggiata ma le due ore di studio passano veloci e quando si torna a casa
si è così carichi che si fa fatica a prender sonno. Un altro momento conviviale immancabile
è quello dei compleanni: cantando "TANTI AUGURI A TE" ricordiamo
agli amici festeggiati che il Coro è una bella grande famiglia! In poche parole, far parte di un Coro è
un'esperienza un po' impegnativa (non troppo) ma piena di simpatiche
occasioni per entrare in modo gioioso a contatto con il mondo della bella
musica. E mi sento di consigliare questa
esperienza a tutti coloro che, leggendo questa pagina, vorrebbero iniziare
oppure riprendere a cantare: il Coro vi attende il Lunedì e il Mercoledì,
dalle ore 21.00, presso i locali dell'ex-seminario dei Comboniani, sopra gli
uffici tecnici del Comune di Thiene (secondo piano). Per informazioni prendere contatto con
il Sig. Maurizio Fontana (presidente) al numero 347 3382070 oppure consultare
il sito web www.corocittadithiene.com |
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